Poesia di Lucio Piccolo
Gioco a nascondere
..
E il gioco si prolunga
e il gioco non ha fine,
al nascondiglio segue
subito scoprimento,
(bolle d'aria emergiamo
su per l'albe polari
dellucernale...) batte
leggero di nuovo nell'alto,
scivola nell'interno
penetrale, e sale attraversate
baluginanti di marmi
pendenti di cristalli
o di sibille assorte
nei manti dei portali,
girano come chiatte
sovra il perno dell'ombra,
(uno spettro di stagnola
al gesto d'un fanale
striscia si frange è spento)
slungati a dismisura
sotto un divano sorgiamo
nastro esiguo, non visti
sentiamo come i morti,
o come la foglia grande
triangolare che sbuca
dai velari dell'aria
(convergenti occhi di vuoto
bocca d'un taglio)
che gira sospesa un momento
gira guarda e dispare,
e il passo è sempre più
veloce, tutt'uno con le pareti
col respiro polveroso
dei tappeti, scorre l'inafferrata
farandola, la ridda
vana che non ha centro,
e quello ch'era strillo
di gioco ora è terrore...
di minuto in minuto
s'attende che dal muto
sbadiglio dello stipo
socchiuso si levi l'archetto
del nero contrabasso...
Ma in questa fuga dal mondo illusorio
ch'eludere vuole lo spazio
in alto, in alto s'è disciolto un nodo
di limpidi astri che teneva ascoso
il nuvolame, e splende e oscilla:
una dolce lampada di riposo
brucia ancora per noi sul promontorio? '
da Canti barocchi
Lucio Piccolo, nato a Palermo nel 1903, è morto a Capo d'Orlando (Messina) nel 1969. Visse del tutto appartato, da aristocratico (era cugino di Tomasi di Lampedusa, e stretto a lui da vincoli di profonda amicizia). Ebbe al suo primo apparire come poeta il consenso di Montale, che salutò con simpatia il suo primo volume Canti barocchi (1956), che reca la sua prefazione. Seguì Gioco a nascondere (1960) e Plumelia (1962). Postumo è apparso il volume La seta e altre poesie inedite e sparse (1984). È la sua poesia estremamente raffinata, che trae ispirazione spesso dal paesaggio, secondo il modello amato di Yeats.
