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Poesia di Lorenzo Vantellini
Il Pescatore Amelio

Tra i bei pitosfori del capo Ampelio,
cammina il giovin pescatore Amelio
diretto al mar con amo, rete e lenza,
per guadagnarsi il viver con pazienza.
Siede sullo scoglio, la rete getta;
è ancora presto; quindi non v'è fretta.
"Se il sol ancor non spunta da levante
avrai pesca propizia ed abbondante"

L'antico detto non è disatteso:
flette la rete per l'ingente peso.
"Eureka! - grida Amelio in allegrezza -
La pesca d'oggi mi darà ricchezza."
Ma tra le maglie invece, per Dïone!,
neppure un pesce, solo un bel tritone
dal crin ceruleo, con smeraldo l'iride
e dal viso splendido al par di un Paride.
Quella vision rapisce tosto il cuore
dell'Amelio, palpitante d'amore.
dal viso del triton resta incantato;
della creatura s'è innamorato.
" deh pescator! - l'implora - fammi andare,
ché creatura son io del vasto mare,
fammi andare - gli ripete - che poi
ti ricompenserò con quel che vuoi."
"Bel tritone, io t'imploro: non lasciarmi,
poiché da te non voglio separarmi,
ma se il destino vuole che io ti lasci,
che la tua bocca almeno la mia basci"
"Pescator sciocco! Che chiedi non sai,
dal bacio mio tornar più non potrai,
anch'io t' amo, giovane pescatore:
non ti bacerei, proprio per amore,
ma la richiesta è stata pronunciata,
sia la tua bocca dalla mia baciata.
Orsù con le tue labbra t'avvicina,
che gusterai quel bacio di rovina"
l'Amelio s'avvicina con la bocca,
il tritone il bacio suo fatal scocca;
la sensazion piacevole vien tetra,
il pescator è divenuto pietra.

Or dello scoglio infin s'è fatto parte;
di quel destin non può cambiar le carte
il triton, che sul sasso s'è adagiato,
per più non separarsi dall'amato.
Così, pur'egli si lascia morire,
sul promontorio i dì egli vuol finire;
divien schiuma ai flutti del capo Ampelio,
per quell'amor del pescator Amelio.