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Poesie di Lorenzo Pignotti Lucciola
Poesia di Lorenzo Pignotti
La lucciola

Sotto l'amiche tenebre,
per l'aer queto e ombroso
movea dorata lucciola

 il volo luminoso.
Sull'ali aperte librasi,
or s'erge, ed or s'abbassa,
e il negro orror, di lucida
traccia segnando, passa.

Il lume incerto e instabile
che intorno ella diffonde,
con moto alterno e rapido
or mostrasi, or s'asconde.

Tal se di selce rigida
batte l'acciaro il seno,
breve scintilla accendesi,
e subito vien meno.

Intorno a lei di semplici
fanciulli un stuol s'aduna,
e stupido ne seguita
il voI per l'aria bruna;

e insiem concordi giurano
che in paragon di quello
più vago mai non videsi..
né meglio ornato augello.

Invan di piuma candida
il canarino è cinto,
invan d'oro e di porpora
il cardellino è pinto.

Or più nel buio all'aureo
fagian non si dà loda,
né del pavon rammentasi
 la varia occhiuta coda.

L'occhio sprezzante all'umile
turba seguace volse
l'alato insetto, e tumidi
detti così disciolse:

« lo da mortale origine
non sono già discesa;
la luce che circondami,
 fu su nel cielo accesa.

Vedete là quei lucidi
punti che chiaman stelle?
Sol perché mi somigliano,
 risplendon così belle.

Del ciel queste che formano
"il più grato ornamento,
altro non son che lucciole
del vago firmamento.

E quei che tanto brillano
sul capo de' regnanti,
dalla mia luce appresero
a splendere, i diamanti ».

Così vaneggia; e stupidi
i semplicetti seco
tutta la notte traggesi
dietro per l'aer cieco.

Ma già s'imbianca, e indorasi
il balzo d'oriente
già l'umid'ombre fuggono
innanzi al sol nascente.

Le stelle già si celano
in faccia al nuovo albore,
già Febo il capo fulgido
erge dall'onde fuore.

Della superba lucciola
allor che fu? Disparve
ogni bellezza equivoca.
e sol qual era apparve;

piccolo insetto, sordido
allora fu veduto,
che duopo ha delle tenebre
per esser conosciuto.

Voi, che fra gente stupida
talor, vili impostori,
brillate in faccia a' semplici
ignari ammiratori;

voi che fra gente stupida
nel buio risplendete,
che il sole alfin discoprasi
sopra di voi temete.

 La poesia inizia con l'accurata descrizione di una  lucciola che, col suo vagante volo, traccia volteggi luminosi nel buio della notte.
Con ricchezza di vocaboli espressi in elegantI paragoni, l'insetto è esaltato da un gruppo di fanciulli che, ammirato, lo segue.
Il poeta ha saputo esprimere con enfasi e proprietà il lungo, esaltato discorso della lucciola che, sentendosi lodare, diviene vanamente superba.
Il ritorno alla cruda realtà è segnato dal sorgere del sole, che qui rappresenta la verità giunta a smascherare le menzogne, ed il poeta conclude con un consiglio di elevato valore morale rivolgendosi a tutti coloro che approfittano della credulità altrui per tendere inganni e farsi giudicare migliori.
Lorenzo Pignotti  (Figline Valdarno 1739 -Piisa 1812). .Poeta e storico, professore di fisica, e poi Rettore dell'Università di Pisa. Fra le opere storiche: Storia delta Toscana dalle origini alta calata di Carlo VIII. Fu anche famoso ed arguto favolista ed autore di poemetti, fra i quali ricordiamo: L'ombra di Shakespeare.
L'opera più nota è la raccolta in versi Favole.