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Poesia di Liliana Pugliese
A Torino, un emigrante

Partii dal mio paese con una speme nel cuore:
quella di trovare lavoro e amore;
con me solo un bagaglio portai,
non avevo altro, però non mi rammaricai.
Scelsi Te, Torino, città di secolari tradizioni
e quando ti vidi, provai mille emozioni.
Camminando fra le tue vie, sul momento
provai come un senso di smarrimento
ché non ancora ai grandi spazi abituato,
l’animo mio fu immantinente frastornato.
Ma ciò che attrasse la mia attenzione d’emigrante
fu il tuo storico patrimonio assai importante:
il Palazzo Reale con i suoi ampi giardini
ove passeggiavano re e principini,
il museo del Risorgimento, ricco di storia
dalle cui mura traspare l’italica gloria
e poi ancora Palazzo Carignano, il Teatro regio
tutte opere di notevole pregio,
fino all’Antonelliana Mole, bella e maestosa,
di Torino emblema, imponente e famosa.
Or che a Te son legata da affinità elettive,
con Pascoli esclamo: “ La mia patria or è dove si vive”.