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Poesia di Lars Gustafsson
Lo svasso maggiore

Nelle chiare pure sere d’autunno
in gruppetti davanti alla prua delle barche a motore.
E sparente senza timore, senza fretta,
solo perché questo,
lo sparire, è il suo ovvio tipo d’arte.

Ho spesso desiderato
di poterlo seguire
anche nella sua seguente fuga.
Vede lo specchio d’acqua
come un secondo cielo?
Com’è il suo pesante battito d’ala sotto l’acqua?

Crede d’essere
lo stesso uccello in due diversi spazi?
L’uno dominato dai venti,
l’altro da fresche correnti profonde?

L’albero con le foglie tremolanti.
I lunghi fili delle alghe alla corrente
dove dal fondo sgorga fredda fonte.

Come può portare
cose cosí diverse nella stessa vita?
Oppure crede d’essere
due uccelli
che un attimo s’incontrano

nella vertigine del confine muto sullo specchio d’acqua?

Lars Gustafsson,  Poesie Scelte, traduzione di Enrico Tiozzo

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