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Poesia di Lars Gustafsson
Le stradine

L’agente sulla bicicletta blu
aveva un orgoglio professionale.
Conosceva il paesaggio,
anche le strade piccolissime.
Quelle che fiancheggiavano il Canale
e dove il vento tra i pioppi
passava insieme con il suono dell’acqua,
prima quasi muto qualche chilometro
e poi potente e udibile
dove si aprivano le chiuse
attraverso viali alti
di pini spaventosamente alti
e dritti come scure chiese
e in quelli indicava la strada al ragazzo.
Sapeva dove c’erano le fragole di bosco
ma anche i cani aggressivi
che potevano correre per tutto un villaggio.
E mostrava tutto al ragazzo.
E il ragazzo imparava.
Senza sapere in realtà cosa imparava.

Lars Gustafsson,  Poesie Scelte, traduzione di Enrico Tiozzo

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