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Poesia di Lars Gustafsson
 Abitudini

Arrivano volando come uccelli.
E si accomodano.

Solo un modo di fare un cenno col capo agli sconosciuti.
Il bicchierino la sera. La corsa la mattina

uguali con ogni tempo. Le visite
alla spiaggia. Perché dare il pane alle anatre?

Non si sa mai per quanto tempo
o da dove arrivino.

Hanno così poco da spartire con noi.
Potremmo comodamente averne avute delle altre.

Ma quando alla fine si sono decise
a fermarsi qui, in questo bosco,

noi ne siamo materiati.
E ci si ricorderà di noi

come un fascio di abitudini.
E non colui in cui abitavano.

Vedo nelle neve le orme di mia figlia

Vedo nella neve le orme di mia figlia.
Sono così leggere, delle sue impronte resta

solo questo debole blu dove si ferma l’ombra.
Tutto rimane sospeso dove cammina mia figlia.

Nella passeggiata domenicale di un altro anno
mio padre che mi tiene per mano e capisce.

In modo così strano e capriccioso camminano i nostri orologi!
E la neve è l’unico resto delle orme.


Lars Gustafsson,  Poesie Scelte, traduzione di Enrico Tiozzo

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