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Poesie di Juan Ramòn Jiménez - luna6
Poesia di Juan Ramòn Jiménez

A Dante

...Allegro sì, che appena il conoscìa...
Dante
Il tuo sonetto,
come una donna nuda e casta,
accogliendomi sulle sue gambe pure,
mi abbracciò con le sue braccia celesti ali.

Sognai, poi, con lui, con lei.
Era una fontana
con due zampilli ad arco su upa prima
vasca, che poi li versava,
fini, in altre due...

lo morsi la tua radice.
Come san alto il tuo fiore!

Tremando, annusai il tuo fiore
Come crollò la tua radice!

.
Beato chi nasce
la vigilia della fine, chi ascolta
l'ultima melodia, e strappa
l'ultimo fiore al sentimento;
l'ultima luce al pensiero!

Che vera morte,
nella verità di qui, senza più anelito!
Oh che piacevole entrare
nel miele tuo, tutto, o tuo; nulla!

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