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Poesia di John Keats
Scritto per disgusto della superstizione volgare 

Melanconicamente le campane
della chiesa rintoccano chiamando
il popolo per qualche altra preghiera,
altra tristezza e cure paurose,
ad ascoltare ancora del sermone
il rozzo suono. L'animo dell'uomo
certo lo stringe un nero incantamento,
perché ognuno si strappa dalle gioie
del focolare e musiche di Lidia
e colloqui sublimi con coloro
che incoronò la gloria. Ancora, ancora
suonano, e un senso d'umido, di gelo
sentirei come viene da una tomba,
se io non le sapessi moribonde
come lampada esausta; e che questi
sono i loro sospiri, i loro gemiti
prima di rientrare nell'oblio;
che fiori d'altra specie cresceranno
e d'impronta immortale molte glorie.

Written in disgust of vulgar superstition

The church bells toll a melancholy round,
Calling the people to some other prayers,
Some other gloominess, more dreadful cares,
More harkening to the sermon's horrid sound.
Surely the mind of man is closely bound
In some black spell; seeing that each one tears
Himself from fireside joys, and Lydian airs,
And converse high of those with glory crown'd
Still, still they too, and I should feel a damp, -
A chill as from a tomb, did I not know
That they are dying like an outburnt lamp;
That 'tis their sighing, wailing ere they go
Into oblivion; - that fresh flowers will grow,
And many glories of immortal stamp.
XXVIII

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