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ruscello
Poesia di John Keats 
Quanti poeti fanno d'oro il corso

Quanti poeti fanno d'oro il corso
del tempo! Alcuni sempre mi son stati
cibo della beata fantasia,
e di loro bellezze ùmili o eccelse
dire potrei; e spesso quando siedo
scrivendo in rima, a torme si presentano
innanzi la mia mente, ma nessuna
confusione, nessun brutto tumulto
formano, è una piacevole armonia.
Così gl'innumerevoli rumori
ch'empion la sera: i canti degli uccelli,
mormorare di foglie, voci d'acque,
e la grande che palpita campana
solenne al suono, ed altri mille ancora 
che conoscerli toglie la distanza, 
dolce musica fanno e non frastuono.

How many bards giId the Iapses of time! 
How many bards giId the Iapses of time!

A few of them have ever been the food
Of my deIighted fancy, - I couId brood
Over their beauties, earthly, or sublime:
And often, when I sit me down to rhyme,
These will in throngs before my mind intrude:
But no confusion, no disturbance rude
Do they occasion; 'tis a pleasing chime ..
So the unnumber'd sounds that evening store;
The songs of birds - the whisp'ring of the leaves -
The voice of waters - the great belI that heaves
With soIemn sound, - and thousand others more,
That distance of recognizance bereaves,
Make pleasing musi c, and not wild uproar.

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