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Poesia di Jhon Keats
Alla rupe di Ailsa

Ascoltami, piramide rocciosa
dell'oceano! e rispondi con gli strii
degli uccelli marini, la tua voce.
Quando è che le tue spalle avvolte il manto
d'ampie correnti? quando è che rimase
la grande fronte tua celata al sole?
Da quanto tempo la potente forza
ti comandò di sorgere ad un sonno
aereo dai sogni dell'abisso?
e tu lo dormi in grembo al tuono, oppure
del sole ai raggi, oppure mentre grigie
nuvole la tua fredda coltre sono.
Tu non rispondi, ché di morte hai il sonno;
non è che di due morte eternità
la tua esistenza, l'ultima nell'aria,
la prima nel profondo, le balene
prima, compagni in ultimo ti sono
dell'aquila possedimento i cieli.
Sommersa stavi finché un terremoto
ti alzò scoscesa; gigantesca mole
niente di altro mai più ti può svegliare.

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