Login

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Poesia di Jacques Prévert
La grassa mattina

E' terribile
il piccolo rumore dell'uovo sodo rotto su un banco di stagno
è terribile quel rumore quando si agita
nella memoria dell'uomo che ha fame
ed è terribile anche la testa dell'uomo
la testa dell'uomo che ha fame
quando lui si guarda alle sei del mattino
nella vetrina del grande magazzino
una testa color polvere
eppure non è la sua testa che guarda
nella vetrina di Potin (pro Potèn)
se ne infischia della sua testa quell'uomo
non ci pensa
sogna
immagina un'altra testa
una testa di vitello per esempio
con una salsa piccante
o una testa qualsiasi che si mangi
e muove piano la mascella
piano
e piano digrigna i denti
perché il mondo vuole la sua testa
e lui non può niente contro quel mondo
e conta sulle dita uno due tre
uno due tre
fanno tre giorni che non mangia
e ha un bel ripetersi da tre giorni
Non può durare
ma dura tre giorni
tre notti
tre notti
senza mangiare
e dietro quei vetri
quei pasticci quelle bottiglie quelle conserve
pesci morti protetti dalle scatole
scatole protette da vetri
vetri protetti dalle guardie
guardie protette dal timore
quante barricate per sei disgraziate sardine...
Un po' più in là la bettola
caffè-crema e "croissants" (pro cruassàn) caldi
l'uomo esita
e dentro la sua testa
una nebbia di parole
una nebbia di parole
sardine da mangiare
uovo sodo caffè-crema
caffè corretto col rhum
caffè-crema
caffè-crema
caffè-crimine corretto col sangue!...
Un uomo stimatissimo nel suo quartiere
è stato sgozzato in pieno giorno
l'assassìno il vagabondo gli ha rubato due franchi
cioè un caffè corretto
franchi zero e settanta
due tartine imburrate
e venticinque centesimi per la mancia al garzone.
E' terribile il piccolo rumore dell'uovo sodo rotto su un banco di stagno
è terribile quel rumore
quando si agita nella memoria dell'uomo che ha fame.

Il vero dramma dell'uomo non è dato tanto dai mali che lo affliggono, quanto dall'ingiustizia di cui è vittima: l'ingiustizia di vedersi povero in un mondo di ricchi, di sentirsi schiavo in un mondo che inneggia alla libertà, di dover fare il soldato in un mondo che proclama la pace, di essere affamato in un mondo che esalta lo spreco e il consumismo. Il poeta ha scelto quest'ultima situazione, la più inumana forse e la più squallida, per descrivere, in un crescendo drammatico, la degradazione dell'individuo spinto
alla violenza per ottenere ciò che gli spetta di diritto come appartenente al genere umano.

Leggi le Poesie di Jacques Prévert

Commenti

Potrebbero interessarti