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Non darmi preoccupazioni
di Jack Folla

Preoccupazioni. Non darmi preoccupazioni.
Fai attenzione quando attraversi la strada.
Dammi la mano Jack, la mano.
Oggi il bambino è strano.
Preoccupazioni, non darmi preoccupazioni.
"Quando nascesti", raccontavi, "ti fecero saltare
sulla mia pancia. Tu ridesti facesti pipì,
ed eri così bello e così forte che io dissi:
"Questo è Vino, Donne e Canto". E hai pianto.
Non darmi preoccupazioni.
Mamma, ricordi la cartella con i pennini?
C'era una banda di bambini che si chiamava ''Condor".
I Condor mi aspettavano dietro l'angolo
e mi buttavano in terra. La guerra.
Io infilzai di pennini la cartella. E tu
"Non darmi preoccupazioni, se cadi per terra
ti caverai un occhio". Malocchio.
Invece l'occhio lo perse un Condor.
E ti chiamò la signora maestra.
"Non darmi preoccupazioni " . E ti chiamò la signora maestra e la
mamma del condor ti denunciò
così cominciò il calvario delle chiamate, degli avvisi
delle telefonate. "Pronto signora?" — Pronto.
(Non darmi preoccupazioni. )
"Giù c'è una guardia per suo figlio".
(Non darmi preoccupazioni.)
Avviso di cambiali scadute, assegni protestati,
postdatati, rubati. Non darmi preoccupazioni.
Spaccio, astinenza, roba. Alba vuota.
"Questo non è un albergo!"
Mamma sulla sedia a dondolo
dopo il primo anno a Rebibbia mi aggiusta la fìbbia
della scarpa nera. "Vestiti, una volta, da sera".
E poi l'America, d'illusioni e tentazioni.
Non darmi preoccupazioni.
E quand'è morta sembrava una bambina
e diceva cose da bambina, tranne una:
"Ti fecero saltellare sulla mia pancia
ed eri così bello e forte che dissero Vino Donne e Canto".
Sei morta.
Ho pianto.
Le madri dei condannati a morte muoiono sempre prima. Condannate dai figli.."

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