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La mia generazione
di Jack Folla

Non può essere, non dev'essere, io non posso accettarlo
di essere tagliato sempre quando parlo
Che dico. Che sogno. Di che cosa ho bisogno.
Se sono ignorante e se me ne vergogno.
E a te che ti diletti della mia generazione:
rispetta il bisogno e l'emozione
di chi più niente aspetta.
Non spera,  non spara.
Rifila solamente con l'accetta la sua bara.
O padri. O padri. O padri disperati
da padri che vi fecero già adulti e sistemati
di libertà selvaggia ci avete contagiati
e come cormorani, da soli, abbandonati
sull'ultima spiaggia col petrolio sulle ali.
Non può essere, non dev'essere, io non posso accettarlo
che questa mia generazione di cui parlo, tarlo,
dovrà rosicchiarsi un posto al sole, rubarlo
ad ogni costo. Contesto.
Non voglio farlo,
la globalizzazione è il vostro stupido pretesto, mondiale
per buttare a mare una generazione da scartare. Vero?
Non speculare, su questo silenzio che non ci fa urlare. Peggio.
Noialtri non verremo a votare al vostro seggio.
Né grideremo Baggio-Baggio. Non puoi farci sfogare
per lavartene le mani che non c'è da lavorare. Scruta
dalla tua reggia, saggia, milioni di ragazzi
su questa ultima spiaggia.
Attenti. Pazzi.
Diccelo tu che vali ?
Perché il sole sta sciogliendoci il petrolio dalle ali."