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Poesia di Hermann Hesse
La canzone di Lorenzo

Raccontarti dovrei? Dell'Italia? - Non oggi.
Oggi sono stanco. E come un vortice
di care ombre a lungo vagheggiate
ricordi e nostalgia mi assalgono.

Firenze mi sovviene, così familiare:
l'ardita torre, il Duomo alto e luminoso
la fuga dei colli, il corso sinuoso
dell'amato fiume tra valli e giardini.
Lì ho udito per la prima volta un verso
che non ho più scordato. La notte mite
s'adagiava umida e sognante sull'ampia valle
e la mezza luna vegliava dietro le nuvole.
Una bella e bionda fanciulla sedeva appoggiata a me
con l'esile spalla
e con la mano sua cingeva
il sottile manico della chitarra.
Il suo cappello a larghe falde giaceva accanto a noi
sul prato.
Diceva: «È un canto antico 
alla giovinezza e al Dio dell' amore, 
al piacere fugace e alla primavera volubile. 
A Firenze lo si cantava di casa in casa. 
Conosci Lorenzo de' Medici? Scriveva 
i dolci versi ad un suo qualche amore: 
eccoli, ascolta!», 

 Un'ombra di nuvole scendeva 
rapida la valle, un tordo chiamava. 
Il vento umido della notte carezzava il fiume; 
torre, città e giardino dormivano. Ma lei cantava: 
Quant' è bella giovinezza, 
che si fugge tuttavia! 
Chi vuol esser lieto, sia: 
Di doman non c'è certezza.

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Hermann Hesse
Lorenzos Lied
Erzahlen soll ich dir? Von Welschland? - Heute nicht!

Heut bin ich mud. Und wie ein stiirmischer Reihn
Von lieben, lang beklagten Schatten bricht
Erinnerung und Sehnsucht auf mich ein.

Florenz steigt wohlbekannt vor mir herauf:
Der kiihne T urm, der helle hohe Dom,
Der Hiigel Flucht und mit gewundenem Lauf
Durch Tal und Garten der geliebte Strom.
Dort hòrt ich einen Vers zum erstenmal,
Den ich nicht mehr vergaìs. Die laue Nacht
Lag feucht und traumerisch im breiten Tal,
Der halbe Mond hielt hinter W olken Wacht.
An mich gelehnt mit schmaler Schulter sag
Ein schones blondes Madchen, seine Hand
Hielt der Gitarre schlanken Hals umspannt,
Sein breiter Hut lag neben uns im Gras.

«Das ist ein Lied«, sprach sie, »aus alter Zeit,
Der Jugend und dem Liebesgott geweiht,
Der fluchtigen Lust, dem wandelbaren Lenz,
Von Haus zu Haus sang man es in Florenz.
Du kennst Lorenzo Medici? Er schrieb
Die siigen Zeilen irgendeinem Lieb;
Hier sind sie, horch!»

 Ein Wolkenschatten lief
Eilig talabwarts, eine Drossel rief,
Der feuchte Nachtwind strich den Strom entlang,
Turm, Stadt und Garten schlief. Sie aber sang:
Quant' è bella giovinezza,
Ma si fugge tuttavia;
Chi vuol'esser lieto, sia!
Di doman non c'è certezza.

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