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Poesie di Guillaume Apollinaire - lettera
Poesia di Guillaume Apollinaire

Perché tu mi hai parlato di vizio

Tu mi hai parlato di vizio nella tua lettera di ieri
Il vizio non c'entra nei sublimi amori
Non è che un granello di sabbia nel mare
Un solo granello che affonda nei glauchi abissi

Possiamo mettere in moto l'immaginazione
Far danzare i nostri sensi sulle macerie del mondo
Snervarci fino all'esasperazione
O sguazzare con i nostri corpi in un fango immondo

E stretti l'un l'altro in un unico amplesso
Possiamo sfidare la morte e il suo destino
Quando i nostri denti batteranno in un battere panico
Possiamo chiamar sera quel chesi dice mattino

Tu puoi deificare la mia selvaggia volontà
Io posso prosternarmi come verso un altare
Davanti al tuo gran culo che insanguinerà la mia passione
I nostri amori resteranno puri come un bel cielo

Che importa che senza fiato muti con le bocche aperte
Come due cannoni caduti dal loro affusto
Distrutti dal troppo amarsi i nostri corpi restino inerti
Il nostro amore resterà proprio per sempre quel che fu

Nobilitiamo mio cuore l'immaginazione
La povera umanità molto spesso non ne ha tanta
Il vizio in tutto ciò non è che un'illusione
Che inganna soltanto le anime volgari

Traduzione di Claudio Rendina

Leggi le Poesie di Guillaume Apollinaire  

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