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oca
Poesia di Guido Gozzano
L'oca

« Ché l'essere cucinato non è triste
triste è il pensar d'esser cucinato ».

Penso e ripenso: « Che mai pensa l'oca

gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale

protende il collo, giubilando roca.

Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d'essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l'armi corruscanti della cuoca ».

O pàpera, mia candida sorella,
tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s'è pensato.

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Ché l'esser cucinato non è triste,
triste è il pensare d'esser cucinato.

Leggi le Poesie di Guido Gozzano

L'uomo è l'unico fra gli esseri viventi ad essere certo di dover morire: tutto il resto è probabile, questa è l'unica, certezza.
In ciò è l'incommensurabile superiorità dell'uomo sugli animali, ma ciò è anche la radice del nostro dolore.

L'oca, per esempio, - pensa Guido Gozzano - gracida e starnazza sulla riva di un canale senza darsi pensiero che il Natale si avvicina, quando la cuoca le reciderà il lungo collo con un ben assestato colpo di coltello. Ma l'oca, prosegue il poeta, non morrà, perché non ha mai pensato di morire: per essa quell'attimo, che la farà passare dalla vita alla morte, è davvero un nonnulla. Non così accade per l'uomo che porta nel cuore la sua quotidiana pena di dover morire,. la consapevolezza della propria fine è una morte che si sconta minuto per minuto nella vita.
Ma l'umorismo è il balsamo dei nostri dolori. A questo punto la poesia, che sarebbe divenuta ben triste, si solleva improvvisamente con una punta di ridente arguzia.

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