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Poesia di Guelfo Civinini 
L'istantanea

Voi non vedeste questa mattina,
mentre uscivamo per la tranquilla
via solitaria di casa, ed io,
guardando i fiori di mussolina
che trasparivan su un nastro lilla,
dimenticavo di dirvi addio,

voi non vedeste, poco lontano,
il «pocket kodak»  d'una britanna
dal dolce viso lentigginoso,
lunga e sottile come una canna,
che sorprendevaci, la mano in mano,
nel nostro idillio silenzioso.

Così la piccola fotografia,
entro le pagine d'un albumetto
con i ricordi di Roma bella,
con i costumi di Ciociaria,
le guardie svizzere, l'antico Ghetto,
San Pietro, il Foro, la Navicella ,

andrà lontano, lontano assai,
verso la casa dell'inglesina,
verso un salotto sovra il Tamigi
freddo e nebbioso, donde più mai
vedrà il sol biondo di stamattina
romper ridendo dai cieli grigi.

A volte forse con l'esil mano
alle sue magre pallide amiche
l'ospite bionda ci mostrerà:
a volte gli occhi ceruli, invano
rievocanti le spiaggie apriche
su noi nostalgica rivolgerà,

ché fra le cose rammemoranti
tutto il Baedeker del suo viaggio
la ricordanza più seducente
le saran forse gli ignoti amanti
che in un giocondo mattin di maggio
ella intravide fuggevolmente.

Passeran gli anni. Quanti tramonti
entro al Tamigi s'affogheranno
fra l'alta neb~ia! Diverrem vecchi,
scoloriranno le nostre fronti,
e le memorie scoloriranno
fra i mazzolini di fiori secchi.

E nella piccola fotografia,
un po' sbiadita, noi resteremo
come persone d'un'altra età:
con una pallida. malinconia
ancor la mano ci stringeremo:
ma l'amor nosrto dove sarà?

Oh, chi sa dove saremo, amica,
chi sa che avremo nel cuore stanco,
dove saranno quest'ore liete!
Noi già saremo la moda antica:
il vezzo d'ambra, l'abito bianco,
cose lontane... Perché piangete?

da I sentieri e le nuvole

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