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Poesia di Giuseppe Vita
Dolente fanciullezza

Qual ombra evanescente
che viene dal passato
il volto d'un bambino
m'appare un po' sfocato.

Mi si fa più vicino
e sembra un fanciulletto
che si muove carponi,
ma non vedo il suo aspetto.

Son forti sensazioni
che mi fan ritornare
a tempi assai lontani
tanto ardui a ricordare.

Senza far sforzi vani,
or vedo in quel fanciullo
me stesso, quando allora
tutto era sol trastullo.

E mi ricordo ancora
la mamma che cantava
piacevoli canzoni
mentre s'affaccendava;

ed io che, ginocchioni,
in casa scorrazzavo,
senza avere pensieri,
ero lì che giocavo.

Sembrano esser non veri
quei tempi assai remoti
che danno nostalgia
restando, in parte, ignoti;

Però, comunque sia,
fan parte di noi stessi;
anche se son lontani
ci restan sempre impressi.

Qual sogni quasi arcani,
tornano alla memoria
lenendo la tristezza
e son la nostra storia.

"O dolce fanciullezza,
per me ora sei dolente,
ché ormai sei già passata
e mi ritorni in mente!".

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