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Festa della mamma - mammaculla
Poesia 
di Giuseppe Giusti
Affetti di una madre

Presso alla culla, in dolce atto d'amore,
che intendere non può chi non è madre,
tacita siede e immobile: ma il volto
nel suo vezzoso bambinel rapito,
arde, si turba e rasserena in questi
pensieri della mente inebriata.

«Teco vegliar m'è caro,
gioir, pianger con te; beata e pura
si fa l'anima mia di cura in cura:
in ogni pena un nuovo affetto imparo.

Esulta, alla materna ombra fidato,
bellissimo innocente!
Se venga il dì che amor soavemente
nel nome mio ti sciolga il labbro amato;

come l'ingenua gota e le infantili
labbra t'adorna di bellezza il fiore,
a te così nel cuore
affetti educherò tutti gentili.

Così piena e compita
avrò l'opra che vuoI da me natura:
sarò dell'amor tuo lieta e sicura,
come data t'avessi un'altra vita.

Goder d'ogni mio bene,
d'ogni mia contentezza il ciel ti dia!
lo della vita nella dubbia via
il peso porterò delle tue pene.

Oh, se per nuovo obietto
un dì t'affanna giovanil desio,
ti risovvenga del materno affetto!
Nessun mai t'amerà dell'amor mio.»

E tu nel tuo dolor solo e pensoso
ricercherai la madre, e in quelle braccia
nasconderai la faccia;
nel sen che mai non cangia avrai riposo.

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