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Sepolto da provvida mano
dormivi nel solco celato
o piccolo chicco di grano
nel sen della terra adagiato:
la culla era calda, sicura,
vegliava su te la natura.
Sui campi deserti, silenti,
un umido velo discese,
poi freddi soffiarono i venti;
ma i solchi dal gelo difese
la neve, e coi bianchi mantelli
te, chicco, protesse, e i fratelli.
Ma giunse coi dolci tepori
di marzo il benefico sgelo.
Dal molle terriccio usci fuori
un verde, esilissimo stelo:
al sole di marzo cosi
il piccolo chicco fiori.

E crebbe, e la fragile spica
fu colma del nuovo tesoro
che premia l'umana fatica:
i solchi rifulsero d'oro.
Al sole, cantando, i coloni
raccolsero i biondi covoni.

















 

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