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Poesia di Franco Bianchi
Giugno

Coronato di ciliegie
nere, turgide, brillanti,
con le regie
albicocche d'oro in pugno,
regalmente si fa avanti
il re Giugno.
Sotto il piè agile e lieto
si disrotola sul mondo
un tappeto,
ove molli strisce intesse
il variare verde-oro
della messe.
Lo trapungon tanti tanti
fiordalisi, e i rosolacci
fiammeggianti.
E, più a lungo che non suole,
par che allegro in ciel s'affacci
babbo Sole,
ascoltando nell'azzurro
delle innumeri cicale
il sussurro,
e del buon odor di fieno
deliziandosi, che sale
dal sereno.
Gran lavori vede Giugno!
L'ape i nuovi favi inizia
nel suo bugno,
e con opera segreta
fila il baco la dovizia
della seta.
Ed a sera, quando il grillo
prova ancora un po' esitante
il suo trillo,
fan le lucciole, nell'aria
odorosa, l'elegante
luminaria.

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