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rondine
Poesia di Giovanni Prati 

Rondine

Son qui sulla gronda, 
che canto, gioconda,
gli occasi e i mattini
di porpora e d'or;
che  tesso  ai piccini
la c.asa superba 
con muschi,  con erba,
con larve di fior.
Su prore ed antenne 
posando le penne,
fra il marzo ed il maggio
mi reco dal mar;
e scordo il viaggio,
pensando al mio nido
se un portico fido, 
se un embrice  appar.
Gran Dio, se ti piacque
recarmi sull'acque, .
se l'esca segreta 
trovar mi fai tu,
deh! rendimi lieta 
d'un raggio di sole:
pel nido e la prole
non cerco di più.
Da raffiche alpine,
da venti e da brine
mi guardi la Santa 
che in sen ti portò;
e, quando a lei canta
la turba devota,
anch'io la mia nota
salir le farò.

Questa nota poesia del Prati esprime il commosso ringraziamento a Dio di un'umile rondine, giunta in Italia dopo un lun go viaggio. Con le rondini torna la primavera e la gioia; e perciò gli uomini amano .tanto queste graziose creature del cielo che .ne sono messaggere. Ma qui nella poesia del Prati l'uccelletto assurge al valore di simbolo di una bontà semplice e modesta;
Dopo il suo lungo viaggio trasmarino, la rondine pare abbandonarsi pienamente all'incanto dei tramonti d'oro e alla festa dei mattini radiosi. Essa allora, con umile e riconoscente preghiera, chiede a Dio che voglia concedere anche ai sui  piccini un raggio di quel sole che tanto l'allieta. Null'altro vuole: solo un po' di luce, un nido e dei rondinini. Un'aura di grazia e di gentilezza spira in tutta la lirica, resa in una magistrale armonia di suoni. I versi facili si snodano in un ritmo carezzevole e blando, temperato di grazia e di soavità. Tuttavia nella gentile melodia dei suoni trema un sentimento di segreta malinconia per l'incontentabilità degli uomini e di commossa simpatia per il grazioso volatile, così parco nei suoi desideri. La sua voce, sperduta nel concento universale del tutto, non sarà soffocata, ma giungerà a Dio, sempre così sollecito e premuroso con i poveri e gli umili.

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