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Poesie animali - grillo
Poesia di Giovanni Prati 

Il grillo

Son piccin, cornuto e bruno;
me ne sto fra l'erbe e i fior:
sotto un giunco o sotto un pruno

la mia casa è da signor.
Non è d'oro e non d'argento,
ma ritonda e fonda elI' è:
terra è il tetto e il pavimento,
e vi albergo come un re. 
Se il fanciul col suo fuscello!
fuor mi trae dal mio manier,
in un picciolo castello
io divento il suo piacer.
Canto all'alba e canto a sera
in quell'atrio o al mio covil;
monachello in veste nera
rodo l'erbe e canto apriI.
So che il cantico d'un grillo
è una gocciola nel mar;
ma son mesto, s'io non trillo:
deh! lasciatemi cantar.
So che, al par dell'altra gente,
se il destin morir mi fa,
un fratello od un parente
sepoltura a me non dà.
Pur, negletta e fredda spoglia,
se nel prato io morirò,
là sull'orlo alla mia soglia
anche morto un re sarò.
Il re buono, il re piccino
fiori ed erbe avrà per vel,
ed avrà per baldacchino
sulla testa il roseo ciel.


Nelle fresche tranquille notti estive, ristoratrici dopo giornate infuocate, puoi spesso udire, in campagna,
il canto del grillo.
Ascolta il suo «cri-cri» che suona piacevolmente vivace alle tue orecchie.
II grillo si presenta, ti parla di sé e della sua gioia di vivere. Per esso, che possiede l'incomparabile virtù di sapersi accontentare, son regge sia la tana che la gabbietta, nella quale viene talvolta rinchiuso.
Aduna cosa sola non sa rinunciare: al suo canto che nella notte silenziosa tutta la natura sembra udire; in esso trova l'espressione di una libertà che non può essergli tolta.
Con quanta perizia il poeta abbia saputo rendere simpatico il bruno cantore, attraverso il suo immaginario
monologo e quale insegnamento, ricco di profonda saggezza, si possa ricavare dagli ultimi versi: l'ingenuità ed
il candore donano un'intima soddisfazione ed aiutano ad elevare le cose del mondo ad un piano più nobile,
per apprezzare di ognuna il lato più bello. Chi è dotato di tali virtù non è mai infelice.

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