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Poesia di Giovanni Pascoli
L'insegna del Comune

E suona la campana del Comune.

La Patria intima il breve suo decreto,

di bronzo. Tutta la città ne ondeggia.

S'odono cozzar armi, squillar trombe.

Póntano i piedi, e il duro collo i bovi

stìrano, e sbalza sulle selci il carro.

Tuonano le alte volte dell'Arengo.

E il re si desta. Il re sognava danze

di Saracine del color d'ulivo...

Scoteano lieve il cimbalo sonoro.

Sognava il re di falconar nel greto

d'un grande fiume, sul suo bel ginnetto...

Seguìa lassù la ruota dell'astore.

Sognava le foreste di Gallura:

era nel folto, al guato del cignale...

Udia sonare alla lontana il corno.

Sognava guerra, e colpi e sangue e morte,

su vivi e morti alto l'imperatore...

Vedeva... Il sogno ecco gli rompe il cupo

strepito del Carroccio.

Il Comune di Bologna alleato di Milano e Parma, battè le forze di re Enzo, figlio di Federico II di Svevia, a Fossalta, nel 1249. Re Enzo fu portato prigioniero a Bologna.

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