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Poesia di Giovanni Pascoli
Il sonnellino

Canti di Castelvecchio 
di Giovanni Pascoli

Guardai, di tra l’ombra, già nera,
del sonno, smarrendo qualcosa
lì dentro: nell’aria non era
che un cirro di rosa.

E il cirro dal limpido azzurro
splendeva sui grigi castelli,
levando per tutto un sussurro
d’uccelli;

che sopra le tegole rosse
del tetto e su l’acque del rio
cantavano, e non che non fosse
silenzio ed oblìo:

cantavano come non sanno
cantare che i sogni nel cuore,
che cantano forte e non fanno
rumore.

E io mi rivolsi nel blando
mio sonno, in un sonno di rosa,
cercando cercando cercando
quel vecchio qualcosa;

e forse lo vidi e lo presi,
guidato da un canto d’uccelli,
non so per che ignoti paesi
più belli...

che pure ravviso, e mi volgo,
più belli, a guardarli più buono...
Ma tutto mi toglie la folgore...
O subito tuono!

ch’hai fatto succedere a un’alba
piaciuta tra il sonno, passata
nel sonno, una stridula e scialba
giornata!

Canti di Castelvecchio 
di Pascoli

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