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notte
Poesia di Giovanni Pascoli
I due orfani

Nel buio della notte, il fratellino minore ha paura e cerca protezione nel fratello maggiore che, pur sforzandosi di tranquillizzarlo, a sua volta ha paura. Quando ha il coraggio di confessarlo, allora si stabilisce fra i due una specie di patto, una promessa di volersi pili bene, di essere più buoni ora che la madre non c'è pili a confortarli. La poesia potrà essere recitata da due alunni. in dialogo.

 


« Fratello, ti do noia ora, se parlo? »
« Parla; non posso prender sonno.» « lo sento
rodere appena...» « Sarà forse un tarlo... »
« Fratello, l'hai sentito ora un lamento
lungo nel buio?» « Sarà forse un cane... »
« C'è gente all'uscio...» « Sarà forse il vento... »
.« Odo due voci piane piane piane... »
« Forse è la pioggia che vien giil bel bello ».
« Senti quei tocchi?» « Sono le campane ».
 « Suonano a morto? Suonano a martello? ».
 «Forse...» « Ho paura...» « Credo che tuoni:
come faremo?» « Non lo so, fratello:
stammi vicino: stiamo in pace: buoni.»

 Il

 «lo parlo ancoro, se tu sei contento.
Ricordi, quando per la serratura
veniva lume?» « Ed ora il lume è spento. »
« Anche a que' tempi noi s'avea paura:
si, ma non tanta.» « Or nulla ci conforta,
e siamo soli nella notte oscura ».
« Essa era là, di là di quella porta;
e se n'udiva un mormorio fugace,
di quando in quando.» « Ed or la mamma è morta.»
« Ricordi? Allora non si stava in pace
tanto, fra noi... » « Noi siamo ora piu buoni... »
« Ora che non c'è piu chi si compiace
di noi...» « che non c'è più chi ci perdoni. »