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Poesia di Giovanni Pascoli
L'Assiuolo

Dov’era la luna? ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
Chiù...

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
Chiù...

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento;
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?...);
e c’era quel pianto di morte...
chiù....

L'assiuolo è un piccolo uccello rapace, simile al gufo, che nelle notti estive emette un caratteristico verso: chiù. Questo richiamo ripetuto diventa per il poeta il suono che orienta la sua percezione della natura in un momento particolare: quando la notte sdta per svanire in un'alba lattiginosa.

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