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Poesia di Giovanni Giudici
La vita in versi

Metti in versi la vita, trascrivi
Fedelmente, senza tacere
Particolare alcuno, l'evidenza dei vivi.

Ma non dimenticare che vedere non è
Sapere, né potere, bensì ridicolo
un altro voler essere che te.

Nel sotto e nel soprammondo s'allacciano
Complicità di visceri, saettando occhiate
D'accordi. E gli astanti s'affacciano

Al limbo delle intermedie balaustre:
Applaudono, compiangono entrambi i sensi
Del sublime - l'infame, l'illustre.

Inoltre metti in versi che morire
E' possibile più che nascere
  E in ogni caso l'essere è più del dire.

 Si richiamino, per questa poesia e per uno dei motivi di fondo della poesia di Giudici, le preziose note di Mario Picchi:
«Giudici non ci pone davanti  a un messaggio, secondo quel che dice un maestro a lui caro Thomas Stearns Eliot, non c'è bisogno che dietro alla poesia ci sia sempre una phlosophy, purchè ci sia l'espressione perfetta di "qualche impulso permanente"»