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trebbiatura
Poesia di Giovanni Cena

I dissodatori 

Lasciano a mille a mille l'alveare,
come le pecchie van nell'afa estiva.
Ove, che importa? ove si muoia o viva,
dentro i navigli che son culle e bare.
Scendono a branchi: madri nella stiva
covano i bimbi e li addormenta il mare;
vecchi sognano un novo focolare
che scaldi lor la vita fuggitiva ...
Tale, Italia, sei tu; lungo il tuo mare
generi e culli un'inesausta prole
e la spandi nel mondo come grano.
Portatrice di pace, ov' essa appare
la terra scopre le sue membra al sole
perché il seme si levi e il fiore umano

Da Opere complete

Giovanni Cena, da quel poeta filantropo che fu, ci presenta un aspetto doloroso della nostra emigrazio-ne di un tempo. Se avesse steso lo sguardo su certe regioni d'Italia nelle quali i terreni si dilungavano a perdita d'occhio, semideserti e quasi improduttivi, la nota dolorosa gli sarebbe sgorgata anche pìù triste.