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Giovanni Camerana
Poesia di Giovanni Camerana
Quies

Avrei con fra Martino o fra Giocondo,
lontan lontan dal mondo,
passeggiato nei claustri d'un convento;
avrei guardato i giochi e le carole
che sotto il sole
fan le vispe farfalle a cento a cento.

Avrei con fra Martino o fra Giocondo
sognato a mattutino
cupole d'oro e canti e raggi ed ali;
raccolto nella mia cella romita,
tutta la vita
avrei miniato codici e messali.

Avrei cresciuto nel verde orticello
un popol gaio e bello
di gerani, di rose e di verbene.
Fatto là dentro avrei da patriarca
e da monarca
promulgando le mie leggi serene.

Giunto al fine così, giunta la sera,
strana fra tutte e nera,
quando battuto al gotico orlolo
fosse il colpo supremo, io, calmo e stanco
vegliardo bianco,
sarei piombato, cadavere, al suolo.

L'inquieto poeta piemontese, in un momento di sconforto e di desolazione, immagina una vita nuova e diversa in mezzo a solitari fraticelli fra codici dipinti, fiori e farfalle. Ma è una fantasia ironica, la sua, ché un 'esistenza del genere sarebbe, in realtà, inconcepibile per un poeta scettico e miscredente come quello scapigliato. Giovanni Camerana  (Casale Monferrato 1845- Torìno 1905), poeta italiano. Studiò legge e divenne magistrato. avvicinatosi alla poesia, aderì alla Scapigliatura milanese, legandosi soprattutto a Praga e Boito. Si tolse la vita cinquantenne. La raccolta dei suoi Versi fu pubblicata postuna nel 1907. Le sue composizioni sono considerate anticipatrici dei motivi melanconici della poesia decadente.

In un momento di sconforto, Giovanni Camerana immagina la sua vita se avesse scelto il ritiro monastico, vale a dire l'opposto di una vita da poeta scapigliato. L'umorismo è evidente: chiamare i frati immaginati Martino e Giocondo significa ironizzare apertamente sulla serenità (sempliciotta, agli occhi di Camerana) dei frati. Fra Martino è evidentemente riferito alla omonima cantilena. Camerana accentua il tutto con il secondo verso: lontan lontan dal mondo, che suona come impertinente presa in giro L'immagine della morte non è più tanto ironica e gioconda: la sera diventa strana fra tutte e nera, la campanella un gotico oriolo e il poeta stesso è dipinto come un gran vecchio con barba e capelli bianchi, stanco, dall'incedere solenne. E' una immagine degna del miglior romanzo d'appendice.

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