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Poesia di Giovanni Bertacchi

Contadina che torna

Con lo spiovente carico di fieno,
che ondeggia sul mutar lento dei passi,
torna la stanca al vespero sereno.
Ella durò nel giorno in sua fatica,
falciando l'erba, rimovendo i sassi,
negli orti, ai prati, per la sponda aprica;
or, sul ritorno suo, canta lontana
le immutate preghiere una campana.
O figli delle valli, ecco il destino;
ecco il destino, o voi delle pianure:
rivisitar fedeli ogni mattino
l'umida zolla che il buon germe serra;
spendere il di fra pazienti cure,
mietere l'erba della vecchia terra,
e poi ... partire. Andarsene una sera,
sul lontano ondular d'una preghiera.

Da A fior di silenzio

Sul far della sera, dopo aver trascorso nel lavoro l'intera giornata, la contadina ritorna reggendo sulle spalle la gerla carica di fieno mentre di lontano giunge l'eco della squilla invitante i mortali alla preghiera. Non diversamente una sera, dopo aver speso tra i campi tutta intera una vita, anch'ella partirà al ronzio della stessa campana, che inviterà i viventi a pregar pei defunti.

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