Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Pensata il settembre 1880, quando accasò la figlia sua primogenita, Beatrice, al professor Carlo Bevilacqua, modesto insegnante di matematiche ad Arezzo prima e poi a Livorno, l'ode fu composta, in realtà nel successivo 1881, e si distanzia, quindi, nel tempo e nell'ispirazione dall'ode analoga, o gemella, Colli toscani.




Poesia di Giosué Carducci

Per le nozze di mia figlia





O nata quando su la mia povera

casa passava come uccel profugo
la speranza, e io disdegnoso
battea le porte de l'avvenire;

or che il piè saldo fermai su 'l termine
cui combattendo valsi raggiungere
e rauchi squittiscon da torno
i pappagalli lusingatori;

tu mia colomba t'involi, trepida
il nuovo nido voli a contessere
oltre Apennino, nel nativo
aëre dolce de' colli tóschi.

Va' con l'amore, va' con la gioia,
va' con la fede candida. L'umide
pupille fise al vel fuggente,

la mia Camena tace e ripensa.

Ripensa i giorni quando tu parvola
coglievi fiori sotto le acacie,
ed ella reggendoti a mano
fantasmi e forme spïava in cielo.

Ripensa i giorni quando a la morbida
tua chioma intorno rogge strisciavano
le strofe contro a gli oligarchi
librate e al vulgo vile d'Italia.

E tu crescevi pensosa vergine,
quand'ella prese d'assalto intrepida
i clivi de l'arte e piantovvi
la sua bandiera garibaldina.

Riguarda, e pensa. De gli anni il tramite
teco fia dolce forse ritessere,
e risognare i cari sogni
nel blando riso de' figli tuoi?

O forse meglio giova combattere
fino a che l'ora sacra richiamine?
Allora, o mia figlia, - nessuna
me Beatrice ne' cieli attende

allora al passo che Omero ellenico

e il cristïano Dante passarono
mi scorga il tuo sguardo,
la nota voce tua m'accompagni.




Settembre 1880

Potrebbero interessarti