Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

frascatibelli
Il saggio del marchese Eufemio

di Gioachino Belli
Il Belli, che scrisse più di duemiladuecen
to sonetti in dialetto romanesco, in cui sono raffigurati personaggi, vizi, costumi della Roma papalina

nella prima metà dell'Ottocento, compose altresì poesie in italiano, animate anch'esse da una pungente vena satirica e da una sorprendente
im
mediatezza di narratore.
In questo sonetto è dileggiata, con arguta malizia. la fiera ignoranza del marchesino Eufemio « d'alto ingegno, perché d'alto lignaggio».
Già... perché era pregiudizio comune che alla nobil
tà di nascita dovesse corrispondere l'altezza dell'ingegno.
L'esame d'italiano, di francese e di latino del nobile giovane si svolge molto rapidamente, perché un lungo esame potrebbe annoiare l'aristocratico candidato. Tuttavia il marchesino riesce a dare prova di sé con le sue poche parole e a conquistare il premio.
La figura del giovane « ritto all'ombra feudal d'un baldacchino» campeggia in tutto il sonetto, sicché l'ironia del Belli sottintende ma non risparmia tutta una serie di servitori, di lacché, e soprattutto di servili esaminatori, pronti a premiare la bestialità.

A dì trenta settembre. i! marchesino,
d'alto ingegno perché d'alto lignaggio,
die' nel castello avito  il suo gran saggio:
di toscan, di francese e di latino.

Ritto all'ombra feudal d'un baldacchino
con voce ferma e signori! coraggio,
senza libri provò che paggio e maggio
scrìvonsi Con due g come cuggino.

Quindi, passando al gallico idloma,
fe' noto che jambon vuoI dir prosciutto,
e Rome è una città simile a Roma.
E finalmente il marchesino Eufemio,
latinizzando esercito distrutto,
disse exercitus lardi, ed ebbe i! premio!

Commenti

Potrebbero interessarti