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tantiauguribuonanno
Poesia di Gioachino Belli
Er bon capo d'anno

Bbon capo-d'ajjo a llei,sora Maria.
Nun c'è arisposta? ecche vvor dì? vve fanno?
Eh oggi s'ha da vive in alegria
e nnun pijjasse de ggnisun malanno.

Anzi, io volevo, per nun dì bbuscìa,
che ffascessimo inzieme un contrabbanno;
ché èquer che se fa oggi, sposa mia,
poi se seguita a ffà ppe ttutto l'anno
.

Tutti li gusti hanno da èsse accoppia
in sto ggiomo; e inzinenta in paradiso
se dà a li santi la pietanza doppia.

E pperché er Papa ha mmesso er giubbileo?
Perché er bambin Gesù ss'è ccirconciso,
e' r fijjolo de Ddio s'è ffatto ebbreo.

Der medemo
Roma, 24 dicembre 1832

 

Il sonetto, fino all'ultima terzina, è una sequenza di luoghi comuni sul giorno di capodanno ( quando bisogna essere allegri e fare quelle cose che si ha intenzione di fare poi per il resto dell'anno ) riproposti dal parlante con il chiaro intento di ottenere dalla donna qualche «contrabbando» di natura erotica. L'ultima terzina apre invece una comica riflessione su ciò che la Chiesa festeggia il primo dell'anno, la circoncisione di Gesù, un fatto incomprensibile e quasi inaccettabile, su cui Belli torna in altri sonetti ( La scirconcisione der Zignore ): se Gesù era ebreo, perché allora la discriminazione, il ghetto, la condanna nei confronti dei «perfidi Giudei»? La risposta è paradossale: il papa ha istituito il giubileo proprio per per donare Gesù del suo essere ebreo.

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