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anima
Poesia in prosa di Kahlil Gibran 

L'anima

...E il Dio degli Iddii creò l'anima, foggiandola per la bellezza
le diede la delicatezza di una brezza all' alba, profumo di fiori, la
grazia di un chiaro di luna.
Le porse anche la coppa della gioia, e disse:
«Non berrai da questa coppa se prima non avrai dimenticato il
passato e rinunciato al futuro».
Le porse anche la coppa del dolore, e disse:
«Bevine affinché tu possa comprendere il significato della gioia».
Poi Dio collocò nell'anima l'amore perché scattasse col primo
gioioso sospiro,
e la dolcezza, che fuggisse via dalla prima parola d'arroganza.
E pose un celeste segnale che lo guidasse sulla via della verità.
Pose nelle sue profondità un occhio che sapesse vedere ciò che
non è visibile.
Creò, dentro, un'immaginazione che fluisse come un fiume con
fantomatici aspetti e mobili figure.
10 rivestì degli abiti del desiderio tessuti dagli angeli, con tinte
d'arcobaleno.
Vi pose anche le tenebre della confusione, che è l'ombra della
luce.
E Dio foggiò il fuoco dalla fucina della collera,
il vento soffiando dal deserto dell'insipienza;
raccolse sabbia dai lidi dell'egotismo 
e polvere da sotto i piedi dei secoli;
così Egli diede forma all'essere umano.
E all'uomo diede una cieca energia che sobbalza in fiamma nei
momenti di passionale follia, e cede davanti al desiderio.
E Dio gli soffiò la vita, che è l'ombra della morte;
e il Dio degli Iddii sorrise e pianse, e conobbe un amore che non
ha né confine né fine.
Così unì Egli all'uomo la Sua anima.

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