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follia
Poesia in prosa di
Gibran Kahlil 
Il folle

Mi chiedi come sia io diventato un folle' Acadde così'
Un giorno, molto prima che molti degli dei fossero generati,
mi svegliai da un profondo sonno e scoprii che tutte le mie maschere
mi erano state rubate - le sette maschere che in sette vite

io avevo foggiato e indossato.
E senza maschera corsi per le vie

affollate gridando: "Ladri, ladri, maledetti ladri!"
Uomini e donne ridevano di me, e alcuni corsero a rinchiudersi
nelle loro case per paura di me.

E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane mi gridò
dal tetto di una casa: "E'un folle!" Volsi lo sguardo là in alto per guardarlo;
e il sole mi baciò per la prima volta il volto nudo.

Per la prima volta il sole baciò il mio volto nudo, e la mia anima
avvampò d'amore per il sole, e non desiderai più le mie maschere.
E come in trance gridai: "Benedetti, benedetti siano i ladri che rubarono le rnie maschere".

Fu così che divenni un folle.
E ho trovato iibertà e salvezza nella mia pazzia:
libertà di solitudine e salvezza dall'essere compreso,
giacché coloro che ci comprendono asserviscono qualcosa in noi.

Ma non vorrò essere troppo fiero di questa mia salvezza.
Anche un ladro in prigione è salvo da un altro ladro.