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    Poesia di Gian Luigi Bonardi 
    Temporale estivo 

    La grande nuvola, gonfia di luce,
    s'espande, inghiotte pian piano il cielo,
    spicchi turchesi fra i rami del pino,
    alto, vibrante di vento sottile.
    La merla indugia sul prato,intenta
    a far bottino fra l'erba e la terra;
    il codirosso l'osserva vicino
    stridendo dal ramo a difesa del nido.
    La brezza lieve accarezza gli abeti,
    scorre il torrente, il rumore s'espande
    creando musica, la melodia
    segue i rintocchi della campana;
    l'onda sonora si scioglie lontano
    dove il silenzio ha momenti d'attesa.
    Una poiana in cerca di cibo,
    gracchia fra cerchi di volo sul monte;
    uno scoiattolo tutto si scuote,
    fiuta il pericolo all'aria che cresce,
    fugge tra i rami, ripieno di bacche,
    pronto a riporre al sicuro le scorte.
    Ora il rapace rallenta il suo volo
    planando agile fra rami e foglie,
    ora anche i cani han preso a latrare;
    scompare il cielo alla nebbia che sale;
    i piccoli uccelli non cantano più,
    son già nei nidi ad attender l'evento;
    qualche lucertola trova riparo
    tra le fessure del muro a confine.
    L'intero quadro, con tali preavvisi,
    crea la suspance d'un idillio sorpreso
    dal rombo cupo del tuono in arrivo,
    un brontolio che si fa più frequente,
    dentro folate di vento improvviso.
    L'ombra più cupa si fregia d'abbagli,
    strisce stampate su istanti di luce,
    pochi secondi, una scarica breve
    scoppia in un albero con gran fragore,
    frantuma tronco, rami e terreno.
    Grandine ed acqua, con scroscio veemente,
    sferzano piode, sconvolgono fiori,
    musiche nuove d'orchestra assordante
    scuotono il ritmo d'un breve sgomento
    che morde il cuore sospeso in un fiato.
    Con il riverbero dalla finestra
    scema pian piano il fischio del vento,
    la pioggia cade con meno frequenza,
    il lampo storna il proprio destino
    portando il tuono in luogo lontano.
    Come improvvisa s'è fatta sentire
    così la furia già placa l'istinto,
    la grande nuvola ormai sconquassata
    scioglie il suo corpo all'ultimo sole
    lasciando spazio ad un grigio turchese
    su cui s'esprime in mille colori
    il semicerchio dell'arcobaleno.
    Ultime gocce, il fragore del rio
    scende alla valle più rinvigorito,
    copre il silente respiro del bosco.
    Una lumaca stropiccia le antenne,
    lenta si avvia sopra lucidi steli,
    traccia nel verde una strada d'argento,
    scoprendo il gusto di un fresco foraggio.
    Dilaga un senso comune di pace;
    all'orizzonte già filtra tra i fumi
    un lieve lume di luna a tre quarti;
    forse in codesta notte d'agosto
    riscopriremo fra mille e più stelle
    l'abbraccio cosmico d'un desiderio
    lanciato dentro la vita che scorre
    fra un tuono e il rosso d'un sole calante.

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