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ruscello
Poesia di Giacomo Zanella 
Ad un ruscello

Fresco ruscel, che dal muscoso sasso
precipiti tra i fiori e la verzura,
e mormorando tristamente al basso
ratto dilegui per la valle oscura,
rammenti ancor, quando assetato e lasso
del vagar lungo e dell' estiva arsura
io giovinetto ratteneva il passo
tacito a contemplar l'onda tua pura?
Era quello l'april de' miei verdi anni,
degli anni miei più belli, che fuggiro
su veloci del tempo invidi vanni,
al modo stesso che le dolci e chiare 
tue linfe, amabil rio, di giro in giro 
dal patrio colle van fuggendo al mare.

ì Più che le poesie di argomento scientifico, scivolano spesso nel didascalismo, sono le descrizioni e ì quadretti della natura a costituire la nota più genuina dello Zanella.  
Fanno parte della raccolta di sonetti intitolata Astichello (dal fiume  Astichello che scorre presso Cavazzale, dove il poeta abitò negli ultimi anni di vita). 

Il poeta si rivolge ad un ruscello e gli chiede se ancora si ricorda di lui, quando era giovinettosi soffermava a contemplarlo. Molti anni sono ormai passati, veloci come lo scorrere delle sue acque.

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