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Poesia di Giacomo Noventa
Un giorno o l'altro mi tornarò


Un giorno o l'altro mi tornarò,
no' vùi tra zénte strània morir,
un giorno o l'altro mi tornarò
nel me paese.
Dentro le pière che i gà inalzà
su le rovine, mi cercarò,
dèntro le pière che i gà inalzà,
le vecie case.
Sarò pai zoveni un forestier,
che varda dove che i altri passa,
sarò pai zoveni un forestier,
no' lori a mi.
Carghi dei sogni dei me vint'ani,
vedarò i burci partir ancora,
carghi dei sogni dei me vint'ani,
dal Piave al mar.
Cussì che in ultimo mi no' starò,
coi altri vèci intorno al fògo,
cussì che in ultimo mi no' starò
a dir «Noialtri...».
E a un dei tosi che andarà via,
voltando i òci de nòvo al porto,
e a un dei tosi che andarà via,
ghe darò el cuor.
da Versi e poesie


[Un giorno o l'altro io tornerò, non voglio morire tra gente straniera, un giorno o l'altro io
tornerò nel mio paese. Dentro le pietre che hanno innalzato sulle rovine, io cercherò,
dentro le pietre che hanno innalzato, le vecchie case. Sarò per i giovani un forestiero, che
guarda dove gli altri passano, sarò per i giovani un forestiero, non loro per me. Carichi dei
sogni dei miei vent'anni, vedrò i burchi partire ancora, carichi dei sogni dei miei vent'anni,
dal Piave verso il mare. Così che alla fine io non starò, con gli altri vecchi intorno al fuoco,
così che alla fine io non starò a dire «Noialtri...». E a uno dei ragazzi che andrà via,
volgendo gli occhi di nuovo al porto, e a uno dei ragazzi che andrà via, darò il cuore.]

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