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foglia
Poesia di Giacomo Leopardi

La foglia
Lungi dal proprio ramo,
povera foglia frale,
dove vai tu? Dal faggio
là dov'io nacqui, mi divise il vento.
Esso, tornando, a volo
dal bosco alla campagna;
dalla valle mi porta alla montagna.
Seco perpetuamente
vo pellegrina, e tutto l'altro ignoro.
Vo dove ogni altra cosa,.
dove naturalmente.
va la foglia di rosa, '
e la foglia d'alloro.

Gian Vincenzo Arnault, scrittore francese di versi e di tragedie,
vissuto dal 1766 al 
1834, ha composto questa breve poesia intitolata « La foglia ».
Poesia di Gian Vincenzo Arnault, 
La foglia

« Staccata dal fusto,

povera foglia secca,
dove vai tu? - Non lo so.
La tempesta ha spezzato la quercia
che solo era il mio sostegno.
Col suo soffio incostante
lo Zeffiro o l'Aquilone
da quel giorno mi spinge
dalla foresta alla pianura,
dalla montagna alla valle.
lo vado ove il vento mi mena
senza compatirmi o spaventarmi,
vado ove va ogni cosa,
ove va la foglia di rosa
e la foglia d'alloro.

Il Leopardi, leggendo questi versi, ne scrisse un'imitazione che vale assai più dell'originale. Il poeta francese espresse nella sua poesia la propria vicenda, poiché stava per essere esiliato. il Leopardi invece vide nella « povera foglia [rale » (frale, si badi, non secca) la sorte di ogni uomo, naturalmenie portato dal destino verso la morte. La foglia del poeta francese non sa il proprio destino, quella del Leopardi ignora il perché delle cose, ma conosce solo la propria condanna ad errare dal bosco alla valle, dalla
piana al monte. E in fondo al proprio cammino troverà la morte che tutto travolge anche la bellezza e la gloria, simboleggiate nella foglia di rosa e d'alloro.