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Poesia di Gabriele 
Nocciole di primavera 

Con il cuore in mano ti scrive la cara anima...
Caro Dio  con  nostalgia ti tocca i  tuoi puntini sulle " i"
per capire dei perchè sulla vita mia.
Sai! Quì, ella  è un pò scarsa... fa la vitella con i malori
è  un'eterna equazione matematica dei dolori
poi, da amministrare drammatica con la morte.
E' come un paesaggio in prospettiva che prende,  quando
per altri per quanto rei senza carichi pendenti e,
 senza difficoltà l'hai data bella da vivere alla ennesima potenza ...
Troppo! effettivamente lunga. 
Penosa  con breve vita per me  com'è?
Il sistema per altri con più fortuna  è gradita!
Per  questo ti scrivo questa prosa d'emozioni
Mah dov'è il tuo senso di giustizia umana dell'anima
in  questo  cuore mio cotto di poesia.
Il sangue come arteria estorta  ossigeno per sopravvivere
organizzato e incazzato ateo scorre nel giro della droga
con le palle di natale gira e rigirati s'arriva alla  pasqua.
I sentimenti  per la resurrezione  sono come
un mosto vinoso che  intonta stona e stronca
l'amore sorpreso in un mappamondo nel suo
ritorno nelle vene  del mio destino non ristora
con la mente  imprevisti sogna del raggirato  vivere
le ultime scene    dell'inverno  esistenziale.
Quella già vissuta sò che è eccellente
per cercare sicuro  tra le poche quella
vera  è   l'unica  cosa bella... da scegliere!
Presunta nel tempo sorride ai miei pensieri
che non  pensavo più desiderabili
perchè annoiati sogni, predestinati
pensavo giochi d'un miserabile ricordo. 
Ogni volta  che l'anima torna  in me
son sprite  d'emozioni  nel corpo tritato
di dolore nel cuore... alfine  c'è felicità.
Lei è una natura,  profumo di donna
la vita, con lei trotta il dolce soggetto
spiccato animale  per parlare,  palpare,
è un   godere  dell'amore   per un  amare
Mai visto!
Nell'intierezza succube della sua presenza
la tristezza s'avvolge felice e contenta,
d'imput con  le arterie sono steli in fiore
di linfa pieni che toglie la scorza d'alitosi
velate  snervate  foglie al verde nuove
per  riassaporare nocciole  di primavera
da una bocca  da baciare ancora
arida di malinconia. ....
Sarà tutto un  naufragio, la vita  mia.
Questo è il veleno che inquina la mente  mia.