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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
Tu...


Tu, che leggi... lo sapevi che io alla inutile
sofferenza, preferisco la vita.
Signore! io volo piano con la fantasia mah tu   
puoi restituirmi la salute per vivere sulla terra?
Vorrei fare all'amore... sì, tutt'ora! per vivere in
questa vita con il cuor gonfio di passione, in corpo
c'è fuori di sè, l'anima  mia che langue... son follie,
mah disposta pare. Vuole uccidere la morte... per te.
Folle! ancor, senza rancor, mi chiedo chi mi ha dato
questo stupìto corpo con il fisico di seconda mano.
Nella mia condizione, tormento questo vivere per
una volgare fregatura vissuta in terra,  ben visti
siamo in pubblico noi disabili poi, in privato all'oscuro  
c'è lo mettono dietro in tutti i modi possibili e immaginabili.
Nel mal celato tutto s'accettava inermi dal destino ora,
oltre il duemila la carità umana va a ramengo con tutte le
scoperte della scienza per debellar le malattie...
quando sta bene  per se l'uomo se nè frega! dell'umanità.
Il mondo sterza ancor di più nella vergogna il vivere
di  chi deluso  nella disgrazia vive schiavo della sofferenza
che, umanamente s'ammazza con il suicidio... invece di patire
con lo sfortunato vivere.