Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
Tina
Prima di andare via, ooh Signore
vorrei sapere della vita, ancora
vorrei sapere com'è il vivere della vita perchè
vorrei sapere il periodo del vissuto necessario
per capire com'è il vivere della vita.
Mah, mai il tempo tiranno basta per andare
fuori, fuori di testa, fuori dal mondo
con la vita anche dove si va quando sarà
per provare correndo poi l'ebrezza di fuggire via.
Dopo qualche giorno di ferma patologica con
il mezzo nel cuor psicologico io ritornavo
giovane autista della vita mia.
Mah, già son vecchio per la mia macchinina
che non cammina più senza il suo autista privato
della salute che invano logora i dolori parkinsoniani
da anni non si trova artista d'un dottore che dia uno
straccio di cure per la mia neurologia sofisticata.
Lo sai Tina, Yorkshire vorrei essere come te, cagnetta dolce
con i suoi anni ben nascosti. Una vecchina piccolina
un batuffolo peloso che s'offre per Dama da compagnia.
Tina, la macchinina piange e attende fuori lo sfascio
degli umani sopito passito aspettando l'indomito domani
si dispera, da piccolo nel cuore fascia protetta nel sociale
con il male nel corpo tutto va a puttane, per entrambi.
La natura disegna come può un'avvenire con i colori belli è
la vita repentina che s'agita sulla tavolozza dei colori alla
ricerca di tenu'emozioni.
Natura, mi lasci saliente con tina nel terrestre inumano come
i tramonti nelle spire del tempo che al saluto risponde ondeggiando
foglie secche e rami caduchi in attesa del nuovo giorno.
Da nato chi ha la vita il solco già è segnato sul selciato,
dannato rognato dalle pietre curato male, nel male incurabile
ti rinnovi ooh morte davanti agli occhi miei... Vero Tina?
