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Poesia di Gabriele -
Scherni e invettive

Dai rami le foglie svogliate cadono
gialle per terra secche di speranza.
Così Signore! Nel coltivare la tua fede,
se volo con la mente, cado nel male con
quello mio che nessuno vuole in terra.
Tutt'al più la pietà medica interagisce
per studiare la cura poi nel dolore non doma
i guai, adatta solo i risvolti del cappotto,
del sottoscritto.
Seguendo te, ooh Signore faccio di tutto per
farmi del male invano senza pensare a nulla
per reagire alle premurose attenzioni particolari.
Brutto e dolorosa l'attesa vana ancor di più con
la mentalità dura dell' imbecille che deve ma
non sa quando morire con il cuor in mano
tremante provato dalla instabile disabilità.
Scherni e invettive! Si frega la vita neurologica
rassegnata dalla stupida umanità quando piove botte
riflette da orbi gli sfoghi di razzismo senile a volontà
con esclamazioni irripetibili deliranti che incidono
l'anima… degli altri! Per alleviarsi quella loro.
Sfasti annoiati sfogano la rabbia nel social frustrato
alla follia, van giù menando gesti di pazzia.

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