Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Poeti Emergenti -
Poesia di Gabriele -
Sceneggiata napoletana

Nel breve non so se avrò la lucidità per percepire
la voglia di essere ancora tra gli esempi offerti
dalla natura oggi, sono una banalità della
quotidianità ospedaliera come non c'è più
in casa a Cepagatti il senso della famiglia.
L'armonia priva di convergenze va altrove per
stare insieme dove le divergenze sono insanabili
per il merito suo e l'imbecillità mia c'è un
rapporto di litigiosità;
In un attimo si rovina una vita insieme per a chi non cala giù
il fatto di non essere stata informata…. Malgrado il tutto
la pensione va e viene per le spese e le varie necessità familiari.
Per lei, qualsiasi cosa faccio sono un piccolo problema grande
che si accende e si consuma sulla mia pelle come un fiammifero.
Io sono il suo parafulmine, sono cenere in un istante siamo
attori di una sceneggiata napoletana ben congegnata con emozioni
sputa sentenze e insulti si sfoga, e io mi chiedo se lei al fine della storia
vuol sapere in anticipo la data della mia morte io, cosa gli rispondo
Ooh Dio per avere un po di calma in questa casa indiavolata.
Aiutatemi!
Sono un naufrago disabile in casa quasi quanto
la degenza con lo stesso male in isole ospedaliere
resto zavorra, marciume disabile per l'umanità.
La morte ti invita ma tu lascia perdere Giampiero
eeh vai per la tua strada. Dopo la morte di noi
rimarrà in te il sogno d'ognuno quel ricordo di noi
umani conosciuti in vita. Tutti disadattati che vivono
con orgoglio disattesi nella dignità quei pochi ritagli
di vita umana, aneddoti di chiara scarsa umanità in
ospedali del dolore che strillano e, come grilli
provochiamo per non desiderare il male d'altri.