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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele

Nelle grazie della sofferenza


Questa vita consegnata è sottintesa da tutti come:
Un vero schifo!
Signore, anche se nessun lo ammette io non so se
son giusti "i tuoi come la pensi a proposito".
Io, ti prego tutte le sere nel mentre di chiudere
gli occhi steso allungato non ti chiedo per guarire
bensì sogno l'estremo tentativo di morire, dolce!
Negato mi fu dal persistente dolore passivo lamento
che mi riflette nel corpo sfiancando la mente
nel sonno chimico deperito lo vorrei desiderato indotto
alfine per chiudere in bellezza. Se non chiedo troppo!
Un miracolo agli occhi miei per non aprirli più
all'alba nuova che sempre vecchia è assassina
nel suo quotidiano arcobaleno perturbato grigio.
Io son quel puzzolente miasmo di morte per tutte le
medicine inutilmente ingurgitate sorpreso è per il culo
preso come quelli che da lui s'aspettavano qualcosa.
Ahimè, si nasconde dietro un ciarlar di chiacchiere consumate:
Mi avvalgo della facoltà di non rispondere! Allo stremo ancor
fregata spera l'anima che vive nelle grazie della sofferenza.

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