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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele

Lo  scrivano


Scrivere,  sei il cestino dei sogni d'internet, sei il pollaio delle parole
confuse nei sentimenti d'eroici persone pazienti  erosi... nel dolore.
in un tempo vivi nel ricordo di raccomandati scrivani provetti dall'ulss.
Mah noi  tuoi poeti infanti negli specchi della triste realtà  s'ifrangono fragili
 in quel labirinto immerso di noia è un lago della malinconia che raccoglie un  fiume
d'emozioni dove ognuno è carnefice dell'altro nel triste gioco della gogna
che ghigliottina una poesia con uno scarno comunicato d'e.mail
si compie il dramma d'un qualsiasi  poetico mal organizzato.
Gesù un pò di musica celestiale occorre per legare gli scrivani come me che
ostinano con i poeti della casa degli errori che non banna gli  orrori  dei suoi adepti,
Solo io  bannato refuso e altri dannati  accettati confusi ma belli recisi resistono
fieri  poeti in transveri  fiori di poesia vivono conturbati lì nel senno della fantasia.
Questo è un mondo strano che non gira più attorno al sole ooh Dio  sempre alla ricerca
della fiducia  siamo in questa via lattea, non più  nel dubbio sono  lacrime, per strada
 non più palpabile nel tempo si è dimenticata nei vicoli come cercarla o riconoscerla per caso :
Prigionieri del fato nessuno da l'immagine di se.
Studia ... studia Signore!  Nuove bellicose  iniziative  sulla terra con l'aria
arrabbiata  tua  di verde cresce la gramigna stomacata si mangia,  Sì!
Per fame abbioccando le virtu umane lasciandoci bestie tra di noi.
Con l'anima i pochi  ma buoni nello spirito non si muovono, non si lavorano,  
non si usurano per idealizzarsi un vivere hanno paura di  fare peccato.
In loro è marcato il pensiero reale cade sul desiderio virtuale dell'essere
disabile per forza scelta in questa società per avere la certezza di un lavoro.
Ooh dio se tale lavoro  è  contenplata certezza come reddito sicuro
si piange amaro per sicuro peccato mai ci sarà resurrezione.
Lo stesso è nell'evitare d'agire si fa sicuro peccato  nell'intento
di tassarsi nel silenzio di sopravvivere per far vivere a  non far morire la vita.
Sulla terra anche ilsottosuolo è tutto un  Far west!!
Beato te umano cristianizzato che vivi papale  la tua esistenza e ogni mattina profeti
a qualche  Signore buon vecchio editore in cielo  l'autorevole  buona novella giornaliera
nella soffice quiete dove ci sono luci  mute di una festa citata insieme alla
bambagia tenue del sorriso con il bongiorno alla sveglia con l'allegria.
Questo,  Ooh Dio è il bellissimo quadro del  tuo passato  raccontato in poesia colorata
con i miei colori.
Coloro cantinati poeti chiusi nello scantinato buio  dell'intelletto alla luce elettrica
con il tormento nell'anima  leggono come professori e reggono quell'istante
d'emozione che come una bolla trattiene il senso del sentimento.
E' quel seme bozzolo di farfalla che poi vola via,  grazie a Dio,  per attecchire nel cuore
di chi poeta "l'ama non ama"  allo sfinimento interiore,   un velato amore bello
e altro da amare dalla fantasia.
Freddi nel russare essi  correggono stupide sgrammaticature e in quel brano scaricato
d'interior  si smorza la fiammella che indurisce il  "c'era una volta il bello"
per raccontare il brutto preso da una  candela sorpresa  spenta.

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