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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
Insistere

Offesa già dallo spiantato vivere il corpo avverte addosso il senso
del disordine nella loro normalità, con gli occhi scavano la mia carne
nel cadere come grandine sulla mia disabilità.
L'anima langue!
Dove nella desolata lagna cresce la gramigna sulla terra soffice dal
pianto scavata a rigagnoli si è nel tempo pieno e scocciati per la vita
ferma nella fantasia del sogno ch'attende un'anima qualsiasi per
ritornare nel destino di quei corpi morti putrefatti ricoperti.
Un inutile letame è …. Insistere.
Ormai attendersi qualcosa da quei corpi disabili che nella pietà
ancora carità vogliosi attendono appesi al moccolo del destino
ognuno spera un'anima in soffitta che a spurgar le pene stanno
per i peccati terreni nel celeste sensibile purgatorio.
Di nuovo, per ritornare utili a soffrire nel dannato giro sfrenato
vizioso infernale per chi è riconquistato dalla giostra della sirena
alla ripresa del ludevole divenire della vita.
Nell'intrinseco totale sulla terra poco di buono quotidiana
l'anima di una buona giornata resta nel nulla il niente riceve del
vivere si illude sotto il sole con la luna il giorno che dorme
nella notte.
L'illuso dà alla vita lo sfuso come del vissuto di un poeta confuso
resta con le mani nelle mani l'inutile penna descrive nero su nero
in un corpo da vivere ch'attende la morte per vivere da una vita
la futura vita…. Dio, DIo… Dio dove sei!
Nel mare del mio male descrivo nel mio porto di pace quella
marea di dolori dove con le parole costruisco paesaggi che
nel tempo ai primi tornado tutto sfascia e si raccoglie le sonore
chiacchiere d'un presente raccontato nel colore di una prosa
o poesia che sia… il poi sarà quel che sarà.