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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
Il nuovo danno


Poveri noi invalidi malati in mano ad
abili disabili non per caso ospedalieri.
Basta!
Ne basta uno di una squadra di medicamentosi
che sappiano districarsi nei meandri di
chiacchiere enunciate scomposte con devozione
di bestemmie esauste dal spiegare ogni volta
a chi di turno diurno mi segue assonnato
nel sentir dire le stesse cose sul fatto mio.
Perseguitato dai dolori nel brodo del mio
casino soffro mercenario con attenzione
prendo le tre gocce di rivotril per non buttare
una vita provata da contenere magica anche con
mezzo sirio, vero dottore? Finché la barca và, poi
all'aria volano i molti bicchieri vuoti al vento.
Drincano con i medicinali nuovi la squadra dei
neurologistici bravi a fare le previsioni sabbatiche
meteorologiche interiori in corsia, per la domenica.
Gentili, tutti seguono le mie lagne uno alla volta
scocciati ascoltano l'esprimere il mio punto di vista
sul dolore del mio male ognuno ne danno assenso
con una versione nuova diagnosticata rinnovano
la cura registrando al momento… il nuovo danno!
Signore, qui  come altrove è tutto uno smarrimento.
Forse è troppo! In terra con la squadra nel cuore
ne siamo troppi noi di palloni gonfiati aerostatici
zitti da curare ognuno da subire per il proprio male.
Dio, ne basta uno per ognuno bravo che segua
chi da una vita soffre evitando ogni volta il
rivangar invano del passato di ogni malattia.